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Gianluca Mazzi
Gianluca Mazzi

Business Development

Industria 4.0: competenze e agevolazioni

Cosa significa industria 4.0 e da cosa deriva?

Per industria 4.0 si fa riferimento a un nuovo modello di produzione e gestione aziendale con un valore di mercato notevole che attira investimenti milionari e incentivi significativi.

Il termine è entrato con forza nel linguaggio comune, ma, come spesso accade, non si ha ben chiaro il significato e i risvolti concreti nel mondo del lavoro.

Vediamo insieme, più nello specifico, di cosa si tratta.

L’espressione “industria 4.0” nasce nell’ambito della quarta rivoluzione industriale ed è stata utilizzata per la prima volta alla Fiera di Hannover nel 2011. Quando sia effettivamente iniziata la quarta rivoluzione industriale non si può stabilire con certezza, probabilmente perché, essendo ancora in corso questo è un dato che potrà concretizzarsi solo a posteriori. In ogni caso, la nascita dell’informatica ha segnato il momento cruciale dell’era digitale. Sono aumentati i livelli di automazione grazie all’uso dell’IT e le fabbriche sono diventate sempre più digitali e interconnesse.

Se analizziamo nel dettaglio il fenomeno possiamo avvalerci di una definizione fornita dal Mise in cui si afferma che gli elementi che caratterizzano un’industria 4.0 sono “connessione tra sistemi fisici e digitali, analisi complesse attraverso Big Data e adattamenti real-time”. Si sta parlando di macchinari connessi al web, analisi di informazioni ricavate dalla rete, gestione flessibile del ciclo produttivo e analisi e gestione di dati in cloud da cui è possibile estrapolare eventuali punti di forza e di debolezza della produzione.

La materia è stata oggetto di svariate discussioni, come quelle del World Economic Forum 2016, ma anche edizioni successive.

Rivoluzione 4.0: il cambiamento nel mondo del lavoro

Una volta che abbiamo ben chiaro cosa realmente significhi il termine “industria 4.0”, è necessario comprendere quali siano le implicazioni nel mondo del lavoro e come si evolveranno in futuro le competenze e le professioni attuali.

Partiamo con il dire che il mercato italiano dell’Internet of Things cresce a ritmi sostenuti anno dopo anno. Dalla ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, presentata il 20 giugno 2019 al convegno “Industria 4.0: la rivoluzione si fa con le persone”, si evince che il valore di mercato dell’IoT arriva a 3,2 miliardi di euro nel 2018, ossia +35%, in crescita rispetto al periodo precedente e perfettamente in linea con quella degli altri paesi occidentali (che varia dal 25% al 40% circa). Questo, però, è un dato che ha visto una forte riduzione nei primi mesi del 2019, almeno secondo una prima stima, passando da +35% a solo +20%.

Le tecnologie più diffuse tra le aziende italiane

In prima posizione, con un valore di 1,9 miliardi di euro e, quindi, circa il 60% del mercato incontriamo il settore IT e, in particolare, Industrial IoT, ossia tutta la componentistica che consente di connettere i macchinari alla rete. Questa branca ha registrato nel 2018 una crescita di +40% subito seguita da Industrial Analytics che ha conquistato circa il 17% del mercato nel periodo considerato. In ultimo, il Cloud Manufacturing possiede l’8% del mercato con 270 milioni di euro. Nell’ambito delle Operational Technologies (OT) spicca l’Advanced Automation, seguito dall’Additive Manufacturing e, infine dall’Advanced Human Machine Interface. Per concludere, l’ultima fetta di mercato la possiede l’attività di consulenza e formazione legata ai progetti Industria 4.0 che, con 220 milioni di euro, dimostra come ci sia la volontà di migliorare sul fronte delle competenze, ma la strada da fare è ancora molta.

Da una survey dell’Osservatorio Industria 4.0, elaborata su 192 imprese italiane (153 grandi aziende e 39 PMI), risulta che circa l’80% di esse sono consapevoli della rivoluzione di competenze in atto in ambito industriale. Ma solo un’azienda su tre ha effettuato una valutazione della propria preparazione digitale, mentre il 54% è interessata a farlo in futuro e il 14% non l’ha mai fatto ne intende farlo.

EDALAB è un’azienda che da sempre presta particolare attenzione alla formazione, allo sviluppo e, soprattutto alla diffusione di competenze in ambito IoT, e non solo, e il nostro impegno è orientato quotidianamente in questo senso. Di recente, infatti, abbiamo ottenuto la qualifica di innovation manager per cui, grazie al voucher introdotto dalla Manovra 2019, PMI o aziende facenti parte di reti d’impresa possono richiedere l’incentivo per ottenere consulenze finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale tramite tecnologie abilitanti previste dal Piano Impresa 4.0. A questo link potrai approfondire l’argomento e trovare tutte le indicazioni utili, come tempistiche e modalità per richiedere il Voucher Innovation Manager.

Software industriali, HMI e OPC-UA

EDALAB abilita l’Industria 4.0 in diversi modi.

Innanzitutto abbiamo creato diversi software industriali per il controllo intelligente di macchine e impianti produttivi, tra cui svariate HMI Touchscreen multiutente e multilingua con servizi e microservizi avanzati su specifica del cliente.

Essendo nati come Software House impegnata nello sviluppo firmware e sistemi embedded (Networked embedded systems) abbiamo particolarmente a cuore la componente software, curiamo e sviluppiamo software dedicato ad hardware molto specifico.

Abbiamo sviluppato HMI per il controllo di macchinari industriali nei più svariati settori industriali (come ad esempio alimentare, ferroviario, tessile, logistico, healthcare, retail, manifatturiero ecc) ponendo particolare cura alla gestione e al mantenimento del software.

Grazie alla profonda conoscenza del protocollo OPC-UA (protocollo standard per la produzione “plug&play”) siamo in grado di garantire interoperabilità agevolando l’interconessione tra macchine e servizi di aziende diverse.

Oggi quando arriva un nuovo macchinario sulla linea di produzione, c’è una terza società che lo programma e lo integra nel sistema, impiegando anche una settimana. Con l’OPC UA la stessa operazione si può fare in 10 minuti: ecco perché è uno standard fondamentale per lo sviluppo dell’industria 4.0.

Torniamo ai dati!

Le aree di applicazione dei processi aziendali

Le aree che hanno subito le più importanti trasformazioni come conseguenza della rivoluzione legata all’industria 4.0, troviamo:

  • Smart Factory con il 42%: ossia produzione, logistica, manutenzione, qualità, sicurezza e rispetto norme;
  • Smart Lifecycle con il 33%: ossia sviluppo prodotto, gestione del ciclo di vita e gestione dei fornitori;
  • Smart Supply Chain con il 25%: ossia pianificazione dei flussi fisici e finanziari;
  • Integrazione tra Information Technology (IT) e Operational Technology (OT);
  • Industrial Data Science: ossia sfruttamente e valutazione di dati provenienti dai macchinari, dispositivi, prodotti, clienti, social media, notiziari per le altre aree aziendali.

I principali benefici riscontrati

Sempre da questa ricerca è possibile evidenziare come, una volta che i progetti 4.0 entrano a far parte dei processi aziendali, i benefici che apportano sono elevati. Stiamo parlando di migliore flessibilità di produzione (47%), aumento dell’efficienza dell’impianto (38%), riduzione dei tempi di progettazione (34%) e opportunità di entrare in nuovi mercati o sviluppare prodotti innovativi.

Alcuni degli ostacoli maggiormente percepiti dalle imprese allo sviluppo di applicazioni 4.0 sono, invece, le difficoltà nell’uso della tecnologia e nell’adozione degli standard (59%), le problematiche di natura organizzativa e gestione delle competenze (41%), le difficoltà di change management (20%) e l’insoddisfazione per l’offerta (17%).

Inoltre, le imprese italiane che hanno iniziato a utilizzare le tecnologie 4.0 nei processi si trovano a gestire l’impatto sull’organizzazione. In particolare, sono attente ai cambiamenti di processo e di flusso (54,2% del campione), a quelli nelle attività e modalità di lavoro del personale (45,3%) e alle competenze tecniche (42,7%). Meno del 20% si è concentrato sull’impatto su ruoli, competenze gestionali e relazionali e sui comportamenti attesi.

Piccole e Medie industrie 4.0

Grazie allo strumento DREAMY (Digital REadiness Assessment MaturitY model), l’Osservatorio è riuscito a valutare la maturità digitale dei processi in termini di capacità di esecuzione, monitoraggio e controllo, organizzazione e utilizzo di tecnologie ICT, di circa 600 aziende italiane.

Dall’analisi dei dati ne risulta che il livello di innovazione digitale è maggiore nelle grandi aziende rispetto alle PMI in ogni dimensione e processo considerati. In particolare, la capacità di impiegare le tecnologie digitali nell’esecuzione e nella gestione dei processi aziendali, è la seconda dimensione strutturalmente più debole.

A conferma di quanto detto finora un’altra indagine, la “Ey digital Manufacturing Maturity Index 2019”, presentata durante l’ultima tappa del Manufacturing Lab, roadshow di Ey realizzato in collaborazione con Ibm.

Da i 600 progetti analizzati appare chiaro il divario tra grandi e piccole aziende le quali faticano a stare al passo. Il 75% delle organizzazioni di stampo enterprise fa già uso di tecnologie innovative e di Industria 4.0 usufruendo dei benefici fiscali, mentre due aziende su tre tra le piccole imprese non possiedono un ente dedicato allo sviluppo di iniziative digitali, mostrandosi deboli in tema di cultura aziendale, governance del cambiamento e strategia dello sviluppo.

Da qui possiamo dire che i principali ostacoli che le PMI si trovano ad affrontare sono sicuramente la limitata cultura digitale degli imprenditori e la difficoltà a incontrare figure professionali adeguate. Infatti, imprese di queste dimensioni faticano a intercettare le competenze utili per intraprendere la strada dell’innovazione 4.0 e, ove trovate, risulta complicato tenerle aggiornate.

Detto ciò, dunque, l’urgenza di investire sul capitale umano, ricercando figure con competenze tecniche e manageriali in grado di guidare la digitalizzazione dei processi e dei sistemi aziendali e che siano costantemente aggiornate sulle evoluzioni nel settore, appare come una naturale conseguenza alle necessità di questo periodo.

Agevolazioni per progetti di R&S

Due decreti emanati dal Ministero dello Sviluppo Economico stanziano oltre 500 milioni di euro volti al rilancio degli interventi agevolativi a favore dei grandi progetti di R&S.

Il primo decreto è volto a incentivare quelle imprese che realizzano progetti in ambito “Agenda digitale” e “Industria sostenibile“. Nello specifico, nel primo caso, si fa riferimento ai progetti attivi nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione elettronica e per l’attuazione dell’Agenda digitale italiana. Nel secondo caso, invece, si sta parlando di agevolazioni per coloro che si impegnano nell’ambito di specifiche tematiche rilevanti per “l’industria sostenibile” quali Micro-Nanoelettronica, Nanotecnologia, Fotonica, Materiali avanzati, Sistemi avanzati di produzione e Biotecnologia industriale. La misura è finanziata dalle risorse del FRI, il Fondo Rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti di Cassa depositi e prestiti, e del FCS, il Fondo per la crescita sostenibile del MISE.

Il secondo decreto, invece, prevede un’agevolazione per i grandi progetti di ricerca e sviluppo promossi nell’ambito delle aree tecnologiche Fabbrica intelligente, Agrifood e Scienze della vita. in questo caso è riservata una quota di circa 50 milioni per le regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia. Infine, una parte è riservata ai progetti attivi nel settore del “Calcolo ad alte prestazioni” coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente.

Cos’è ICT4SSL e qual è il suo scopo?

Proprio in questo contesto si inserisce ICT for Smart and Sustainable Living (ICT4SSL) una rete aperta a tutte le aziende e centri di ricerca che sono attivi o intendono dare il loro contributo in tema living e di cui EDALAB è socio insieme a BFT S.p.a, Confindustria Veneto SIAV, CONSORZIO IMPRESA SOCIALE 3VENEZIE, Fondazione Univeneto e Videotec S.p.a. Attualmente è composta da 28 soggetti tra cui organi di ricerca e aziende di piccole, medie e grandi dimensioni.

ICT4SSL mira a creare azioni di progettazione e sviluppo di nuovi prodotti “living” partendo da un tessuto imprenditoriale di eccellenza ma senza strumenti per attivare sinergie comuni di ricerca industriale e di innovazione di sistema. L’innovazione tecnica-industriale è un elemento fondamentale della rete in quanto è proprio dall’innovazione e dall’interscambio di competenze e conoscenze tra le aziende in rete, che si parte per progettare e sviluppare nuovi prodotti competitivi nel campo della domotica, dell’automazione, dello smart metering e sensoristica, della videosorveglianza e dei dispositivi per la sicurezza personale e dei luoghi di vita, dei prodotti software anche “mobile” e dell’intelligenza artificiale. Proprio grazie a questa sinergia che la rete favorisce, ai partner si presentano sempre nuove prospettive di mercato nei sistemi integrati per il living (mercato che presto raggiungerà i 3,9 miliardi di dollari) e importanti potenzialità di offrire nel medio termine nuova occupazione specializzata.

L’impegno della rete è e sarà sempre rivolto al rispetto del bene ambientale mantenendo il focus sulla persona e sulla qualità di vita. Attraverso progetti di design e di sviluppo tecnologico, le aziende nella rete mirano a creare ambienti intelligenti e sostenibili nei quali la vita acquisti qualità, sicurezza e benessere. Facciamo riferimento per lo più ad ambienti quali la casa, l’ambiente urbano, il luogo di lavoro che grazie all’effetto abilitante delle ICT (reti e sensori, tecnologie mobili, automazione e domotica, intelligenza artificiale e machine learning) verranno interconnessi e resi capaci di supportare autonomamente le persone, in particolare quelle più fragili (anziani e disabili), nelle diverse attività quotidiane. Sostenibilità ambientale ed energetica, nei processi di sviluppo e nel prodotto, sostenibilità sociale, cognitiva e fisica dei servizi e delle funzionalità offerte sono quindi il denominatore comune per la rete delle smart and sustainable living.

Dunque, creazione di impresa, innovazione e trasferimento tecnologico sono aspetti fondamentali per cui la rete lavora ogni giorno mantenendo connessi Università e centri di ricerca per quanto riguarda l’ideazione e il design del prodotto, le imprese per lo sviluppo in sé e gli utenti finali, le associazioni e le cooperative sociali per promuoverne l’utilizzo. Finora la rete ha avuto un forte impatto sociale sulla strategia di active aging considerandolo un elemento fondamentale da cui partire per ideare e sviluppare prodotti che migliorino la qualità di vita e il benessere dei cittadini, in particolare delle fasce più deboli e bisognose della popolazione. Tutto il lavoro fatto e su cui si sta ancora lavorando non ha avuto impatto solo all’interno della regione Veneto, ma anche sui mercati nazionali e internazionali grazie alla possibilità di occupare in modo sinergico le diverse componenti del mercato del living con prodotti che possono fare sistema e definire l’ambiente di vita a 360°.

Ambiti operativi

Nel dettaglio, il programma di sviluppo 2017-2020 prevede svariati ambiti di operatività tra cui:

1) Design e sviluppo di prodotti innovativi per il miglioramento della qualità degli ambienti di vita e del lavoro anche attraverso l’introduzione di tecnologie abilitanti elettroniche e informatiche (ICT, robotica/automazione, IOT) e l’adozione di modelli di progettazione e design centrati sulla persona e sulle comunità di pratiche.

2) Design e sviluppo di nuovi prodotti manifatturieri altamente innovativi ed abilitanti, ad alto livello di interoperabilità, interconnessione, e modularità con forte promozione di nuove attività professionali e nuova spinta per la partecipazione delle imprese del territorio ai mercati internazionali dedicati alle tecnologie del living e dell’active aging.

3) Design e sviluppo di metodologie e prodotti per il miglioramento dell’accessibilità e dell’inclusività degli ambienti di vita interni ed esterni, con particolare attenzione ai luoghi di lavoro per il raggiungimento di un’alta qualità della vita dei cittadini con particolare riferimento all’active aging.

4) Incremento delle azioni di trasferimento tecnologico multisettoriale Università-Impresa- Territorio per la progettazione e lo sviluppo di tecnologie intelligenti e sostenibili dedicate agli ambienti di vita con creazione di opportunità per il nascere di star-up e spin-off innovative.

5) Creazione e consolidamento di una struttura di rete regionale per approcciare iniziative ed azioni nazionali e internazionali (in particolare Europee H2020) legate al tema dell’innovazione tecnologica sostenibile negli spazi di vita. Sviluppo e promozione di una rete di competenze scientifiche e professionali ortogonali per affrontare nel suo insieme il tema della vita indipendente e per promuovere la cultura della sostenibilità.

Qual è il nostro contributo?

Essendo nati nel 2007 come spin-off del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Verona e opera nel settore della progettazione dei sistemi embedded di rete. Nell’ambito della rete di imprese ICT4SSL ricopriamo il ruolo di socio e Industrial Advisory Board. EDALAB è, dunque, un partner polivalente nella creazione e innovazione di prodotto, dalla ricerca, all’analisi e progettazione fino all’implementazione delle soluzioni software e hardware proprio nel campo dei sistemi embedded di rete. I nostri impegni si rivolgono tanto alla sostenibilità sociale quanto a quella ambientale. Nel primo caso fondamentale è la creazione di valore in ambito sustainable living, offrendo servizi e soluzioni per abbattere le barriere architettoniche e migliorare la qualità di vita delle persone. Nel secondo caso, invece, l’obiettivo è quello di sviluppare prodotti e servizi che contribuiscano a ridurre l’inquinamento ambientale e stimolare il green thinking.

Grazie alla realizzazione di progetti europei e regionali in ambito smart living, contribuiamo alla rete fornendo soluzioni innovative di controllo e monitoraggio che sfruttano sensori wireless basate su tecnologie IoT (Internet of Things). Inoltre, è in grado di creare sinergie con gli altri partner per aumentare la propria forza commerciale progettando azioni di coordinamento e supporto alla rete.

BOX-IO per smart sustainable living

Inviarli in rete per controllare, monitorare e gestire parametri critici di successo relativi a flussi operativi, scenari di business, singoli oggetti, impianti o interi edifici. Una volta avvenuta l’elaborazione, è possibile la visualizzazione e il controllo di tali dati tramite applicazione di controllo remoto (disponibile sia per web che per mobile) e, inoltre, l’intero sistema è completamente scalabile e personalizzabile in base a ogni tipo di esigenza.

La trasformazione digitale che, soprattutto negli ultimi decenni, si è imposta con prepotenza nel mercato immobiliare e non solo, ha fatto sì che l’adozione di sistemi di rilevazione dati e di elaborazione degli stessi in informazioni siano, ad oggi, importanti elementi per la creazione non solo di valore economico, ma soprattutto sociale nel settore. Infatti, proprio grazie alle informazioni che i sistemi IoT sono in grado di elaborare è possibile prendere decisioni sempre più precise in base a ciò che avviene all’interno della struttura. Questo vale sia per i nuovi edifici nella cui progettazione rientrano tutti i criteri dello “Smart Building” sia per le ristrutturazioni più rilevanti negli spazi di vita e nei luoghi di lavoro.

Flessibilità, efficientamento energetico, creazione di ambienti confortevoli, sicuri e socialmente inclusivi sono fattori che hanno portato a valorizzare i servizi e le persone avviando un nuovo modello di sviluppo in cui architettura, infrastrutture energetiche e digitali e dimensione sociale si integrano.

L’obiettivo che intendiamo perseguire grazie all’impiego di BOX-IO è quello di inserirsi nell’ottica di un edificio 4.0, ossia di una struttura sostenibile, connessa, intelligente, sicura, che abbatta le barriere sociali e, dunque, che dia un valore aggiunto importante per operare nel campo dello Smart Sustainable Living.

Si parla di sostenibilità in quanto Box-IO è in grado di controllare e, dunque, regolare, temperatura, consumo energetico, elettricità, luci, ventilazione, riscaldamento e condizionamento in modo intelligente, vale a dire in funzione della presenza o meno di persone in una stanza e al microclima interno ed esterno. In questo modo è possibile, quindi, rendere l’edificio intelligente ed ecosostenibile in quanto è ridotto notevolmente il consumo energetico. Inoltre, l’assenza di cablaggi rende l’organizzazione degli spazi molto più flessibile in quanto non c’è la necessità di rompere le pareti poiché interruttori e sensori solo totalmente wireless.

Ancora, si fa riferimento a una struttura connessa perché in grado di offrire servizi e micro-servizi personalizzati che accrescono il valore produttivo della stessa.

Grazie ai sensori di rilevamento che, individuate situazioni di pericolo, consentono di inviare in modo automatico gli allarmi di emergenza sono garantiti alti livelli di sicurezza delle persone all’interno dell’edificio o di luoghi di lavoro.

Infine, ciò che è fondamentale per dare valore all’edificio e migliorare la qualità di vita delle persone che lo vivono, soprattutto di quelle con difficoltà e disabilità è la presenza di infrastrutture in grado di abbattere le barriere sociali. Da sempre EDALAB è un’azienda che ha dimostrato un impegno attivo in questo senso, grazie a diversi progetti sviluppati negli anni. Infatti, con un semplice e comodo pannello touch è possibile gestire l’intera casa e, in particolare i livelli di temperatura, gli allarmi, le luci, le finestre e le tapparelle. Inoltre, tramite comandi vocali è possibile attivare chiamate o chiedere assistenza immediatamente anche in caso di rilevamento di persone in casa o in situazioni pericolose per la persona. Ancora, grazie a un weareble connesso è possibile rilevare i parametri vitali dell’individuo che lo indossa. Tutte componenti, queste, che contribuiscono a facilitare la quotidianità di uomini e donne in difficoltà e che, spesso, vivono soli senza alcuna assistenza.

Proprio per questo contribuiamo al miglioramento della qualità di vita delle persone e della fruibilità dei luoghi di vita e di lavoro, aderendo al progetto Domho “Smart Sustainable Living”.

Progetto Domho: l’IoT applicata all’innovazione sociale

Il progetto denominato «SISTEMA DOMOTICO IoT INTEGRATO AD ELEVATA SICUREZZA INFORMATICA PER SMART BUILDING” (IoT)» è stato presentato nell’ambito del Bando DGR 1139 del 19 luglio 2017 (POR FESR 2014-2020 Asse 1. Azione 1.1.4 “Sostegno alle attività collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi”) da parte della Rete di Imprese Luce in Veneto, in qualità di soggetto capofila. Il progetto ha una durata di circa 36 mesi e un budget complessivo pari a 4.451.854,60€.

Il progetto Domho nasce per favorire l’integrazione di prodotti destinati al mondo smart building (in particolare illuminazione e sistemi di controllo degli accessi) delle tecnologie domotiche, ICT, elettroniche, fotoniche e IoT (Internet of Things). Le principali aree di applicazione del progetto sono:

– Comunicazione IoT

– Integrazione

– Usabilità

– Sicurezza

In ambito Sustainable Living, il progetto intende posizionarsi nell’ambito del miglioramento della qualità della vita proponendo soluzioni innovative in ambito building attraverso l’integrazione di sistemi di illuminazione e di controllo degli accessi grazie all’ICT e all’automazione adattativa dando massimo risalto all’interoperabilità dei sistemi, all’accessibilità e facilità d’uso delle interfacce, al monitoraggio e manutenzione da remoto.

Inoltre, per quanto riguarda la progettazione e la costruzione di edifici il progetto propone tecnologie innovative per il design, la progettazione integrata (es. tra materiali, impianti, ICT), lo sviluppo e la manutenzione degli edifici e dei prodotti per il living, inclusi lo sviluppo e l’adozione di sistemi di visualizzazione basati su realtà aumentata/virtuale, volti ad ottimizzare il “sistema-casa-edificio”, per migliorare la fruibilità dei luoghi e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Sono comprese anche le tecnologie avanzate per il refitting degli edifici.

Per contribuire ad accrescere l’indipendenza nella quotidianità delle persone in difficoltà negli spazi di vita e di lavoro, Domho propone soluzioni tecnologiche innovative e interconnesse che abbracciano i principi dell’inclusive design. Si tratta di tecnologie che guardano ai bisogni e alle esigenze di un maggior numero di fruitori (es. anziani o diversamente abili) per migliorare la fruibilità, il comfort e la sicurezza delle stesse.

Efficienza energetica (Integrazione di sistemi di illuminazione LED con controllo adattativo ed integrati con i sistemi di automazione degli accessi in ottica IoT) e active aging (Sviluppi di sistemi con interfacce pensate soggetti di età avanzata) sono i fattori principali che guidano l’intero progetto e tutte le soluzioni innovative che porta con sé.

Infine, nella realizzazione del progetto le tecnologie abilitanti sono:

  • micro-nano elettronica
  • fotonica

Traiettorie di sviluppo

Le traiettorie di sviluppo di questo progetto sono molteplici e attualmente il sistema è in fase di test sul campo in due diverse applicazioni:

1) Domotica e Automazione per la vita indipendente: telecamere 2D e 3D per la rilevazione di posizione e cadute, automatismi intelligenti per luci, porte e tapparelle, controllo del comfort e del microclima (sensori di co2, umidità, temperatura, composti organici e volatili, termostati intelligenti),

2) Smart Sustainable Building: tecnologie per la progettazione intelligente degli edifici in chiave sociale, sensori wireless facili da installare e configurare, controllo della ventilazione meccanica ad alta efficienza, controllo del consumo energetico di caldaie, pompe di calore e bruciatori, algoritmi di intelligenza artificiale per l’efficientamento energetico.

Tra dicembre 2019 e gennaio 2020 il sistema verrà installato nel Centro Residenziale “Domenico Sartor” di Castelfranco Veneto (TV).

Inoltre, altri edifici, tra cui co-housing e case di riposo, sono in fase di revisione per l’installazione del sistema il cui sviluppo si sta ampliando anche ad ambienti commerciali e retail.

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