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Gli ultimi sviluppi della tecnologia IoT

L’Internet of Things è ormai una realtà sempre più consolidata anche nel nostro paese. Di anno in anno i dispositivi connessi e intelligenti hanno conquistato la fiducia di imprenditori e consumatori, entrando a far parte della vita di tutti noi anche nelle più semplici attività. Ma qual è la situazione attuale in Italia? Scopriamo di più in questo articolo.

Qual è lo stato dello IoT in Italia?

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, l’Internet of Things ha registrato in Italia una crescita annua del 22%, complice anche il forte incentivo dato dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Il mercato ha raggiunto un valore di 7,3 miliardi di euro ed è il settore dei servizi a riscontrare la crescita maggiore, raggiungendo quota 3 miliardi di euro, ossia il 40% del mercato totale dell’IoT.

Dai dati dello studio emerge inoltre che in Italia sono attivi oltre 110 milioni di oggetti connessi, circa 1,8 per ogni abitante. La spinta in tal senso viene offerta principalmente dallo sviluppo delle reti Lpwa (Low Power Wide Area) e dalle applicazioni che utilizzano tecnologie di comunicazione cellulari e non.
Lo studio che abbiamo preso come riferimento è stato effettuato su un campione di 95 grandi imprese e 302 PMI direttamente coinvolte nello sviluppo dell’IoT. Dalle analisi condotte è emerso che:

  • l’80% delle aziende ha implementato servizi a valore aggiunto su base IoT;
  • il 36% delle grandi imprese e il 40% delle Pmi ha aumentato gli investimenti;
  • il 31% delle grandi imprese e il 23% ha ridotto gli investimenti;
  • il 96% delle grandi imprese conosce a fondo le soluzioni IoT per l’Industria 4.0;
  • solo il 46% delle Pmi ha sentito parlare dell’Internet of Things.

In che anno è nato IoT?

La nascita di internet risale a oltre 50 anni fa, ma si è iniziato a parlare di Internet of Things poco più di vent’anni fa. È nel 1999 che in relazione ai dispositivi Rfid (Radio Frequency Identification) l’ingegnere inglese Kevin Ashton, utilizzo per la prima volta l’espressione “Internet of Things”.

I primi esperimenti di applicazione dell’IoT risalgono agli anni ’80, periodo in cui alcuni ingegneri informatici tentarono di collegare a internet alcuni macchinari. A partire dagli anni ’90 cominciarono a uscire le prime pubblicazioni scientifiche e diversi altri articoli di giornale redatti per conto di agenzie di ricerca.

Secondo la Cisco System le origini dell’IoT sarebbero da far risalite tra il 2008 e il 2009, periodo in cui il numero di dispositivi connessi superò quello degli esseri umani.

Qual è l’elemento più importante dell’IoT?

L’elemento più importante dell’IoT è rappresentato dalle tecnologie di comunicazione, soprattutto quelle a corto raggio. L’evoluzione tecnologica ha portato oggi allo sviluppo di sistemi comunicazione sempre più efficienti che si basano sullo standard IEEE 802. 15.4 che ha aumentato l’affidabilità dei collegamenti in radiofrequenza e l’efficienza energetica. Queste architetture basate sul protocollo IP sono oggi alla base del funzionamento dell’IoT e consente il dialogo tra i singoli dispositivi con i nodi della rete.
Ad oggi, soprattutto in Italia, i sistemi di comunicazione che si stanno diffondendo più rapidamente sono quelli basati sulle reti LPWA (Low Power Wide Area) che consentono di connettere anche i dispositivi che devono essere alimentanti a batteria grazie al suo basso costo e all’ampio raggio d’azione (oltre 10 chilometri).

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