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innovation manager

Piano Nazionale 4.0

 

Con il decreto firmato dal Ministero dello Sviluppo Economico sono stati resi noti i nomi degli Innovation Manager in Italia, ossia i manager qualificati a cui le aziende possono fare riferimento per ottenere consulenze finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale tramite tecnologie abilitanti previste dal Piano Impresa 4.0. Si tratta di incentivi (fino a 40.000 euro) che le aziende o professionisti possono sfruttare con imprese che hanno al loro interno questa figura.

Noi di EDALAB siamo entusiasti di annunciare che un nostro ingegnere ha ottenuto la qualifica di Innovation Manager. Walter Vendraminetto ha ottenuto, infatti, la certificazione grazie a numerosi anni di esperienza maturati in diversi settori tra cui sviluppo software e cloud, fog e quantum computing, sviluppo di interfacce uomo-macchina, sviluppo di sistemi IoT, prototipazione rapida di hardware e sviluppo di sistemi embedded. Ci stiamo tuttavia attrezzando per poter ottenere la qualifica anche di altri membri in quanto abbiamo diverse persone che rispettano tutti i requisiti richiesti.

Da sempre consideriamo fondamentale il trasferimento tecnologico di competenze legate alla realizzazione di un progetto innovativo, per questo quando ci interfacciamo con i nostri clienti promuoviamo conoscenze e know-how favorendone il trasferimento.

La forte sinergia con il dipartimento di informatica dell’Università degli Studi di Verona e, in particolare con il laboratorio ESD, ci permette di essere un’azienda all’avanguardia e di impiegare le tecnologie più moderne presenti sul mercato. Investiamo da sempre nelle generazioni future e nella loro formazione, anche e soprattutto, in un’ottica di rivoluzione digitale che parta e metta al centro la persona. Noi ci preoccupiamo poi di tradurre le conoscenze accademiche in soluzioni di reale valore per i nostri clienti. Apparteniamo inoltre a più di 7 Reti di Innovazione a livello regionale e nazionale.

Di cosa si tratta?

Il Voucher Innovation Manager è il contributo a fondo perduto introdotto dalla Manovra 2019 per lacquisto di prestazioni consulenziali finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale.

La Legge di Bilancio ha introdotto un contributo a fondo perduto nella forma di voucher, per agevolare l’inserimento nelle PMI della figura dell’innovation manager. L’obiettivo è quello di sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle PMI e delle reti di impresa di tutto il territorio nazionale attraverso l’introduzione in azienda di figure manageriali in grado di implementare le tecnologie abilitanti prevista dal Piano Impresa 4.0 e di ammodernare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Chi è l’innovation manager?

L’innovation manager è colui che affianca le aziende nei processi di digitalizzazione e riorganizzazione aziendale e le accompagna verso l’acquisizione di nuove competenze tecnico-manageriali.

Chi può richiedere il voucher?

Il voucher relativo agli Innovation Manager può essere richiesto da tutte le micro, piccole e medie imprese che vogliono migliorare le loro competenze o acquisirne di nuove, in ambito rivoluzione digitale 4.0 dei processi produttivi. In particolare, possono fare domanda tutte le aziende che possiedono i seguenti requisiti:

– l’impresa non deve risultare nei settori esclusi dall’articolo 1 del Regolamento UE n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 “De Minimis”

– l’impresa deve avere sede legale e/o unità locale attiva sul territorio nazionale e risultare iscritte al Registro delle Imprese della Camera di commercio territorialmente competente

– l’impresa non deve essere destinataria di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 e risultare in regola con il versamento dei contributi previdenziali

– l’impresa non deve essere sottoposta a procedura concorsuale o trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente ai sensi della normativa vigente

– l’impresa non deve aver ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero a seguito di una precedente decisione della Commissione Europea che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune.

Anche le reti d’impresa possono richiedere il voucher, se composte da un numero non inferiore a tre PMI in possesso dei requisiti descritti, purché il contratto di rete configuri una collaborazione effettiva e stabile e sia caratterizzato dagli elementi di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto 7 maggio 2019.

Qual è il valore del contributo?

TIPO DI AZIENDA IMPORTO MASSIMO VOUCHER ALIQUOTA DI RIMBORSO
Piccole imprese 40.000€ 50%
Medie imprese 25.000€ 30%
Reti di impresa 80.000€ 50%

Il voucher prevede un ammontare fino a un massimo di 40.000 euro su base annua incrementata a 80.000 per le reti di impresa.

Il valore del voucher varia in base alle dimensioni dell’azienda: copre il 50% delle spese per le micro e piccole imprese, fino a un massimo di 40 mila euro; il 30% delle spese per le medie imprese fino a un massimo di 25 mila euro; il 50% delle spese per le reti di impresa fino a un massimo di 80 mila euro.

La dotazione finanziaria stanziata per l’attuazione dell’intervento è pari a 75 milioni di euro ripartita per ciascuna delle annualità 2019, 2020, e 2021. Le imprese possono beneficiarne una sola volta.

Quali spese copre il voucher?

Il voucher copre le spese volte a indirizzare e supportare i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale attraverso l’applicazione di una o più delle seguenti tecnologie abilitanti:

  1. Big data e analisi dei dati
  2. Cloud, fog e quantum computing
  3. Cyber security
  4. Integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale
  5. Simulazione e sistemi cyberfisici
  6. Prototipazione rapida
  7. Sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA)
  8. Robotica avanzata e collaborativa
  9. Interfaccia uomo-macchina
  10. Manifattura additiva e stampa tridimensionale
  11. Internet delle cose e delle macchine
  12. Integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali
  13. Programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (il cosiddetto “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati
  14. Programmi di Open Innovation.

 

Inoltre, tra le spese coperte troviamo i compensi legati alla consulenza dell’esperto sempre sviluppate nell’ambito della trasformazione tecnologica e digitale o, in ogni caso, con lo scopo di supportare i processi di innovazione in azienda. attraverso:

  1. l’applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nelle strategie di gestione aziendale, nell’organizzazione del luogo di lavoro, a condizione che comportino un significativo processo di innovazione organizzativa dell’impresa;
  2. l’avvio di percorsi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non regolamentati, alla partecipazione al Programma Elite, all’apertura del capitale di rischio a investitori indipendenti, specializzati nel private equity o nel venture capital, all’utilizzo dei nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale quali, a titolo esemplificativo, l’equity crowdfunding, l’invoice financing, l’emissione di minibond.

Come richiedere il voucher?

Sono principalmente tre le fasi da seguire per chi intende richiedere il voucher:

  1. Verificare i requisiti di accesso alla procedura informatica;
  2. Compilare la domanda di accesso;
  3. Inviare la domanda a partire dal 3 dicembre. Oltre la fase di chiusura, le candidature inviate, che non trovano copertura finanziaria si considerano decadute.

Per poter beneficiare dell’incentivo è necessario stipulare un contratto tra l’impresa e l’Innovation Manager.

Quando richiedere il voucher?

Da venerdì 7 novembre ore 10:00 le imprese che soddisfano i requisiti di cui sopra possono compilare la domanda per ottenere il beneficio economico che dovrà essere inviata a partire dal 3 dicembre attraverso procedura online disponibile al seguente link https://agevolazionidgiai.invitalia.it

A partire dalle ore 10.00 del 7 novembre 2019 i soggetti richiedenti le agevolazioni possono compilare la domanda di accesso alle agevolazioni attraverso la procedura informatica, disponibile a questo link. 

Competenze 4.0: cosa chiede il futuro

Sempre nell’ambito della ricerca svolta dall’Osservatorio Internet of Things risulta che il 57% delle imprese si è già attivata per identificare le carenze di competenze 4.0 e avviare interventi necessari a colmarle. Questo soprattutto grazie al coinvolgimento di imprenditori, top manager e responsabili di progetti 4.0. Gli HR manager, però, faticano a ottenere un ruolo principale in questo processo di innovazione. Infatti, acquistano importanza solo nella fase di implementazione.

Lo scopo principale di una smart industry è quello di sfruttare le tecnologie per connettere digitalmente le aziende in modo da raggiungere i propri obiettivi di business in maniera più funzionale. Le persone sono al centro di questo cambiamento che, però, richiede nuove competenze, ossia le cosiddette skills 4.0.

Quali sono? Su cosa puntare per il lavoro del futuro?

Abbiamo già sottolineato quali sono le aree di applicazione che sono state interessate maggiormente dalla quarta rivoluzione industriale; ora vediamo in che modo.

Per ognuna di queste aree la ricerca è stata fatta identificando 100 skills, collegate a diverse professioni categorizzabili in base all’area aziendale, aggregabili in 25 famiglie. Ne è risultato che le competenze maggiormente richieste per aree sono:

  • Smart Factory: miglioramento dei processi, pianificazione e coordinamento, gestione di risorse smart, tecnologie “accrescitive” e di processo, analisi dei dati, modellazione e simulazione. 
  • Smart Lifecycle: innovazione di prodotto-processo, progettazione smart, utilizzo di digital&virtual, ingegneria del servizio; 
  • Smart Supply Chain: innovazione di business, gestione smart, computer science & data analytics e utilizzo di piattaforme software; 
  • Integrazione tra Information Technology (IT) e Operational Technology (OT): allineamento IT-OT e business, architetture-piattaforme e componenti, modellazione e simulazione, embedded computing-comunicazione-device fisici-HMI, protocolli e standard, Cybersecurity; 
  • Industrial Data Science: data architecture, data management, computer science, data analysis, visualization e conoscenze di dominio.

Dunque, un elenco più generico vedrebbe le seguenti tra le competenze più importanti e maggiormente richieste:

  1. “applicazione lean manufacturing per Industria 4.0”;
  2. “gestione della supply chain digitale”;
  3. cyber-security”;
  4. manutenzione smart”;
  5. “organizzazione-lavoro-relazione uomo/macchina nell’Industria 4.0”.

 

Il Piano Nazionale Industria 4.0

Giunti a questo punto, è doveroso declinare l’argomento “industria 4.0” sulla situazione italiana in termini di decisioni del governo e, quindi, capire quali sono i passi che si stanno muovendo concretamente in questo senso anche in termini di incentivi.

Il 21 settembre 2016 è stato presentato il Piano del Governo per l’Industria 4.0 contenuto all’interno della legge di bilancio 2017, approvata definitivamente dal Senato il 7 dicembre 2016. Il piano nasceva con l’obiettivo di mobilitare nel 2017 investimenti privati aggiuntivi per 10 miliardi11,3 miliardi di spesa privata in ricerca, sviluppo e innovazione con focus sulle tecnologie dell’Industria 4.0, più 2,6 miliardi di euro per gli investimenti privati early stage. Il provvedimento proponeva un mix di incentivi fiscali, sostegno al venture capital, diffusione della banda ultralarga, formazione dalle scuole all’università con lo scopo ultimo di favorire e incentivare le imprese ad adeguarsi e aderire pienamente alla quarta rivoluzione industriale.

A grandi linee il piano prevede:

  • Iper e Super Ammortamento: consiste in una supervalutazione degli investimenti fatti in beni materiali o strumentali nuovi acquistati o in leasing funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi. 
  • Nuova Sabatini: garantisce un contributo a parziale copertura degli interessi pagati dall’impresa su finanziamenti bancari di importo compreso tra 20.000 e 2.000.000 di euro per chi richiede finanziamenti bancari per investimenti in nuovi beni strumentali, macchinari, impianti, attrezzature di fabbrica a uso produttivo e tecnologie digitali (hardware e software); 
  • Credito d’imposta R&S: un credito d’imposta del 50% su spese incrementali in Ricerca e Sviluppo in modo da garantire la competitività futura delle imprese; 
  • Patente Box: regime opzionale di tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali: brevetti industriali, marchi registrati, disegni e modelli industriali, know how e software protetto da copyright; 
  • Startup e PMI innovative: nuove imprese (startup) innovative che godono di un quadro di riferimento a loro dedicato in materie come la semplificazione amministrativa, il mercato del lavoro, le agevolazioni fiscali, il diritto fallimentare. Larga parte di queste misure sono estese anche alle PMI innovative; 
  • Fondo di Garanzia: consiste nella concessione di una garanzia pubblica, fino a un massimo dell’80% del finanziamento, per operazionisia a breve sia a medio-lungo termine, sia per far fronte a esigenze di liquidità che per realizzare investimenti.

Il Piano Calenda, inoltre, prevedeva due entità nuove:

  • I Digital Innovation Hub, ossia centri da costituirsi sul territorio, “appoggiandosi” a Confindustria e a ETE. Imprese Italia, per aiutare le pmi italiane nella trasformazione verso l’Industria 4.0
  • I Competence Center, ossia realtà con l’obiettivo di intensificare le relazioni tra ricerca e industria.

Nel 2018, con il cambio di governo, il Piano Industria 4.0 diventa il Piano Impresa 4.0 e subisce alcune variazioni che hanno visto favorire ancor di più le piccole e medie imprese e che portato, poco tempo dopo, alla nascita dell’incentivo per Innovation Manager.